Intervista al Dott. Gaetano Valenti: ginecologia, chirurgia mini-invasiva e cura della donna a Catania
Dalla prevenzione ginecologica alla chirurgia avanzata, un approccio moderno che unisce competenza, tecnologia e ascolto della paziente
Il Dott. Gaetano Valenti, ginecologo e chirurgo a Catania, rappresenta una figura di riferimento nell’ambito della ginecologia moderna, della chirurgia mini-invasiva e del trattamento avanzato delle patologie ginecologiche e oncologiche.
La sua attività si sviluppa tra lo studio privato di Catania e l’esperienza clinica e chirurgica presso Humanitas Istituto Clinico Catanese, dove si occupa di ginecologia oncologica, endometriosi, dolore pelvico cronico, patologie benigne complesse e disturbi uro-ginecologici.
La sua formazione si è arricchita attraverso esperienze in importanti centri italiani ed europei, tra cui il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, l’Università di Lubiana e l’Università di Oxford, dove ha partecipato a progetti di ricerca internazionale.
In questa intervista approfondiamo la sua visione della ginecologia, il valore della prevenzione, l’importanza della chirurgia mini-invasiva, l’approccio alle patologie complesse come endometriosi e tumori ginecologici, e il motivo della selezione del Dott. Valenti tra le Eccellenze Sanitarie Italiane.
Via Gustavo Vagliasindi, 9, 95126 Catania CT
Una ginecologia moderna, fatta di ascolto e competenza
Dottore, qual è la filosofia che guida il suo lavoro quotidiano con le pazienti?
La mia filosofia parte da un principio molto semplice: ogni donna deve sentirsi ascoltata, compresa e accompagnata. La visita ginecologica non è mai soltanto un atto tecnico. È un momento delicato, spesso carico di aspettative, timori, domande e talvolta anche di esperienze precedenti non sempre positive.
Per questo cerco sempre di creare un rapporto chiaro e umano con la paziente. Prima di arrivare alla diagnosi o alla terapia, è fondamentale ascoltare la storia clinica, i sintomi, il vissuto personale e le preoccupazioni. In ginecologia, più che in altri ambiti, la fiducia è parte integrante del percorso di cura.
Il mio obiettivo è offrire una ginecologia moderna, basata su competenze scientifiche, tecnologie avanzate e percorsi personalizzati, ma senza perdere mai la dimensione umana. La paziente non deve sentirsi un caso clinico: deve sentirsi una persona seguita con attenzione.
Quanto è importante oggi spiegare bene alla paziente ciò che sta accadendo?
È fondamentale. Una diagnosi non spiegata genera paura, confusione e spesso sfiducia. Al contrario, quando una paziente comprende il motivo di un esame, il significato di un risultato o le alternative terapeutiche disponibili, affronta tutto con maggiore serenità.
Dedico molto tempo alla comunicazione. Spiego cosa osservo durante la visita, perché può essere utile un approfondimento, quali sono le opzioni possibili e cosa comporta ciascun percorso. Questo vale per una semplice ecografia, per una colposcopia, per un sospetto di endometriosi, per una problematica del pavimento pelvico o per una valutazione preoperatoria.
La medicina moderna non può essere paternalistica. La paziente deve essere coinvolta nelle decisioni, deve poter fare domande e deve ricevere risposte chiare. La chiarezza è una forma di cura.
Nel suo studio a Catania quali sono le principali esigenze che incontra?
Le esigenze sono molto diverse. Ci sono pazienti che arrivano per prevenzione, controlli periodici, pap test, HPV test, colposcopia, ecografie ginecologiche. Altre si rivolgono a me per sintomi più specifici: dolore pelvico, mestruazioni dolorose, sospetta endometriosi, cisti ovariche, fibromi, sanguinamenti anomali, disturbi urinari, dolore durante i rapporti o problematiche legate alla menopausa.
Una parte importante del mio lavoro riguarda anche la valutazione preoperatoria e la gestione di patologie ginecologiche che possono richiedere un trattamento chirurgico, possibilmente mini-invasivo.
Ogni situazione richiede un inquadramento preciso. Non basta trattare il sintomo: bisogna capire da dove nasce, quanto incide sulla qualità della vita e quale percorso può essere più adatto per quella specifica paziente.
Prevenzione, colposcopia e diagnosi precoce
La prevenzione ginecologica resta uno dei pilastri della salute femminile. Cosa significa fare vera prevenzione oggi?
Fare prevenzione significa non aspettare che il problema diventi evidente. In ginecologia molte condizioni possono essere intercettate precocemente attraverso controlli regolari, esami mirati e una corretta educazione sanitaria.
Penso alla prevenzione del carcinoma della cervice uterina, alla gestione delle infezioni da HPV, alla valutazione delle lesioni del basso tratto genitale, ma anche al monitoraggio di ovaie, utero, endometrio e pavimento pelvico.
La prevenzione non è uguale per tutte: cambia in base all’età, alla storia clinica, alla familiarità, ai sintomi, alla vita sessuale, al desiderio riproduttivo e alla fase della vita della donna. Una ragazza giovane, una donna che cerca una gravidanza, una paziente in menopausa o una donna con una storia oncologica hanno necessità diverse.
Il compito del ginecologo è costruire un percorso proporzionato e personalizzato.
Lei è specializzato in colposcopia e patologie HPV-correlate. Perché questo ambito è così importante?
La colposcopia è uno strumento fondamentale per valutare il collo dell’utero, la vagina e la vulva quando ci sono alterazioni citologiche, positività all’HPV o lesioni sospette. Permette di osservare con precisione aree che richiedono attenzione e, quando necessario, di eseguire biopsie mirate o trattamenti specifici.
Le patologie HPV-correlate sono molto frequenti e spesso generano ansia nelle pazienti. È importante spiegare che l’infezione da HPV non significa automaticamente tumore, ma richiede un corretto inquadramento e un follow-up adeguato.
Il mio percorso formativo in questo ambito, anche attraverso un Master universitario di II livello dedicato alla colposcopia diagnostica e operativa e alla patologia HPV-correlata, mi ha permesso di approfondire la gestione di queste condizioni in modo specialistico.
L’obiettivo è evitare sia l’allarmismo sia la superficialità. Serve equilibrio: controllare bene, trattare quando necessario e seguire la paziente nel tempo.
Che ruolo ha la vulvoscopia nella diagnosi ginecologica?
La vulvoscopia è molto importante perché molte patologie della vulva vengono sottovalutate o diagnosticate tardi. Prurito, bruciore, dolore, fastidio durante i rapporti o alterazioni cutanee non devono essere banalizzati.
La valutazione vulvoscopica permette di osservare con maggiore precisione eventuali lesioni, alterazioni infiammatorie, patologie dermatologiche o condizioni HPV-correlate. Anche in questo caso l’obiettivo è arrivare a una diagnosi corretta e impostare il percorso più adatto.
La salute ginecologica non riguarda solo utero e ovaie. Riguarda l’intero apparato genitale femminile, la sessualità, il comfort quotidiano e la qualità della vita.
Ecografia ginecologica avanzata e protocollo IOTA
Nel suo ambulatorio esegue ecografie ginecologiche di secondo livello secondo protocollo IOTA. Perché questo è un aspetto rilevante?
L’ecografia ginecologica è uno degli strumenti più importanti nella pratica clinica. Quando viene eseguita con competenza specialistica, può fornire informazioni fondamentali su utero, ovaie, endometrio, masse pelviche, cisti ovariche, fibromi, endometriosi e condizioni di difficile interpretazione.
Il protocollo IOTA è particolarmente utile nella valutazione delle masse ovariche, perché permette di analizzare caratteristiche ecografiche specifiche e orientare meglio il sospetto diagnostico.
Questo non significa sostituire altri esami quando necessari, ma migliorare la qualità dell’inquadramento iniziale. Una buona ecografia può fare la differenza tra un percorso corretto e un percorso confuso.
Quali pazienti possono beneficiare maggiormente di un’ecografia di secondo livello?
Le pazienti con cisti ovariche, masse pelviche, dolore cronico, sospetta endometriosi, fibromi uterini, sanguinamenti anomali o precedenti reperti dubbi. Ma anche le pazienti che devono affrontare un intervento chirurgico e hanno bisogno di una valutazione preoperatoria accurata.
L’ecografia avanzata consente di comprendere meglio la natura del problema, definire il rischio, programmare eventuali ulteriori accertamenti e scegliere la strategia terapeutica più appropriata.
Nella mia esperienza, molte pazienti arrivano dopo aver ricevuto informazioni parziali o poco chiare. Una valutazione ecografica accurata, accompagnata da una spiegazione comprensibile, aiuta a fare ordine e a decidere con maggiore consapevolezza.